Affidamento dei figli: rilevano le loro consuetudini di vita
Nel decidere dell’affidamento dei figli di genitori separati è necessario prendere in considerazione anche le consuetudini di vita dei minori medesimi.
“Il dettato dell’art. 155 c.c. consacra quale criterio decisivo per l’individuazione del genitore che risulti maggiormente idoneo ad assicurarne il miglior sviluppo della personalità, avuto riguardo alle condizioni di fatto in cui si dovrà esplicare il rapporto, tra le quali sono di certo annoverabili perché meritevoli di tutela, anche le consuetudini di vita già acquisite dalla minore stessa che la vedono radicata presso il nuovo domicilio, ove ormai già vive, circondata peraltro dall’affetto dei nonni materni” (Cass. n. 13619/10)
La Corte di Cassazione ha ritenuto così di confermare la revoca del decreto del Tribunale che inibiva alla madre separata – trasferitasi per esigenze lavorative – di allontanare la figlia minore che era stata affidata congiuntamente ai genitori.
A parere della Corte, il collocamento presso il padre avrebbe infatti pregiudicato la stessa minore che ormai, per effetto dell’avvenuto trasferimento, si era già inserita in una nuova realtà sociale.
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