Criteri di calcolo dell’indennità di fine rapporto (TFR) da attribuire al coniuge divorziato


La giurisprudenza di legittimità si è recentemente pronunciata chiarendo i criteri di calcolo della percentuale dell’indennità di fine rapporto (TFR) da attribuire al coniuge divorziato (Cass. n.15299/07).

L’art. 12 bis, comma 1, L. n.898/70 stabilisce che il coniuge nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di divorzio, ha diritto, se non passato a nuove nozze e in quanto sia titolare di assegno ai sensi dell’art. 5 L. n.898/70, ad una percentuale dell’indennità di fine rapporto percepita dall’altro coniuge all’atto della cessazione del rapporto di lavoro anche se l’indennità viene a maturare dopo la sentenza.

Il secondo comma del medesimo articolo, a sua volta, statuisce che

tale percentuale è pari al 40% dell’indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio

Ne deriva che l’indennità dovuta dove computarsi calcolando il 40% dell’indennità totale percepita alla fine del rapporto di lavoro, con riferimento agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il rapporto matrimoniale: risultato che si ottiene dividendo l’indennità percepita per il numero degli anni in cui è durato il rapporto di lavoro, moltiplicando il risultato per il numero degli anni in cui il rapporto di lavoro sia coinciso con il rapporto matrimoniale e calcolando il 40% su tale importo.

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