Irragionevole durata del processo: risarcimento del danno morale per gli enti giuridici
Con una recente sentenza (n.31/08) che si colloca nell’ambito di una ampliata attenzione alla tutela degli interessi, anche non patrimoniali, degli enti giuridici, la Corte di Cassazione ha confermato che anche le persone giuridiche e le società di persone hanno diritto al risarcimento del danno non patrimoniale derivante dall’illegittima durata del processo, inteso come danno morale soggettivo correlato a turbamenti di carattere psicologico.
Il diritto al risarcimento, in conformità alla giurisprudenza della C.E.D.U., è da ritenere conseguenza normale della violazione del diritto, di cui all’art. 6 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, a causa dei patemi d’anima e disagi psicologici che provoca tale lesione alle persone preposte alla gestione dell’ente o ai suoi membri, con la conseguenza che il giudice deve ritenere tale danno esistente, salvo circostanze particolari che lo escludano (Cass. 15 giugno 2006 n. 13829, 29 marzo 2006 n. 7145, 28 ottobre 2005 n. 21094 e 30 agosto 2005 n. 17550 e tutta la giurisprudenza di legittimità più recente).

