Lotta alla prostituzione, sanzioni amministrative e violazione della Privacy

Il Governo rinnova la volontà di combattere il fenomeno della prostituzione: molti, però, sono i dubbi riguardo ai metodi prescelti. La soluzione che propone il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, non si discosta da quella già a suo tempo proposta dal Governo Berlusconi, dallo stesso Amato e da alcune amministrazioni comunali.

Lo Stato – non nascondiamolo – non riesce a combattere efficacemente le organizzazioni criminali che gestiscono e sfruttano la prostituzione. Sicché la parola d’ordine è diventata “colpire i clienti” che, in futuro, potrebbero andare incontro a multe salate e inviate a casa.

Molte le perplessità espresse sul piano politico: eliminare la prostituzione della strada significherebbe soltanto trasferirla in altri luoghi più difficilmente controllabili.

Forti dubbi, poi, si manifestano sul piano giuridico (emblematica l’ipotesi delle multe “non conciliabili”) anche in considerazione della grave violazione alla Privacy dei “multati”. Il Garante della Privacy, seppur con riferimento ad un’ordinanza comunale che imponeva l’invio a domicilio delle contravvenzioni elevate ai clienti delle prostitute, si era già espresso sfavorevolmente contro tale tipo di misure (comunicato n.7 – bollettino 6/98) affermando che

è del tutto privo di fondamento giuridico l’ordine di comunicare la violazione al domicilio dell’automobilista quando questa sia già stata contestata immediatamente e sia avvenuta l’oblazione.

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