Recesso “ad nutum” dal contratto ed abuso del diritto
Anche in materia contrattuale, il “regno” dell’autonomia negoziale, può rinvenirsi la fattispecie dell’abuso del diritto.
Secondo la Corte di Cassazione (sent. n.20106/09), infatti, nell’ipotesi di contratto che preveda il diritto di recesso ad nutum per uno dei contraenti, il giudice del merito deve valutare se l’esercizio di tale facoltà sia stato effettuato nel rispetto delle regole di correttezza e di buona fede cui deve improntarsi il comportamento delle parti.
La buona fede in senso oggettivo, invero, rappresenta una regola cardine della materia contrattuale prevista dal codice civile per tutte le fasi del contratto (formazione, esecuzione e interpretazione).
La sua violazione può comportare un abuso del diritto (e relativo obbligo risarcitorio) se lo stesso viene previsto ed esercitato fini ultronei e diversi da quelli per i quali il diritto stesso è stato conferito.

