Resonsabilità del committente e dell’appaltatore per i danni causati nell’esecuzione dei lavori


L’autonomia dell’appaltatore comporta che, di regola, lo stesso deve ritenersi unico responsabile dei danni derivanti a terzi dall’esecuzione dell’opera. La corresponsabilità del committente può configurarsi soltanto in caso di riferibilità a lui dell’evento dannoso per culpa in eligendo per essere stata affidata l’opera ad un’impresa assolutamente inidonea, oppure quando l’appaltatore in base a patti contrattuali sia stato un semplice esecutore degli ordini del committente ed abbia agito quale nudus minister attuandone specifiche direttive.

Tanto ha statuito la Cassazione (sent. n.10588/08) avvallando il tradizionale principio in tema di responsabilità ex art. 2049 c.c. del committente per il fatto illecito dell’appaltatore (vedi anche Cass. n.7755/07).

Nella fattispecie la Corte ha confermato la sentenza del Giudice di merito che, in una causa di risarcimento intentata da un privato per i danni riportati dal fondo durante la costruzione di una condotta idrica, aveva ritenuto che l’ente convenuto in giudizio fosse privo di legittimazione passiva dovendo questa, invece, attribuirsi esclusivamente alla ditta appaltatrice (non citata in giudizio).

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