Requisiti di validità del testamento olografo. Precisazioni


Ai fini della validità del testamento olografo è rilevante l’eventualità che non vi sia contestualità tra l’apposizione della sottoscrizione e quella delle disposizioni testamentarie?

In altre parole, il testatore può utilizzare fogli in precedenza già sottoscritti e completarli anche in tempi diversi con le sue disposizioni?

Di recente la Corte di Cassazione si è posta questi interrogativi giungendo ad una ulteriore precisazione riguardo ai requisiti di validità del testamento olografo. Il testamento olografo, dice la Corte, deve essere scritto per intero, datato e sottoscritto di mano del testatore, e che la sottoscrizione deve essere posta alla fine delle disposizioni (art. 602 c.c.). Deve ritenersi, però, che ai fini della validità di tale testamento non è richiesta una necessaria contestualità nella redazione dei suddetti elementi che ne costituiscono la struttura, potendo pertanto il testamento essere compilato anche in tempi diversi e quindi essere formato progressivamente, in assenza di alcuna norma che prescriva la sua redazione in un unico contesto temporale (Cass. 22.3.1985 n. 2074; Cass. 1.12.2000 n. 15379; Cass. 23.6.2005 n. 13487).

E’ dunque possibile che il testatore, dopo aver redatto solo in parte le sue disposizioni di ultima volontà, le completi successivamente sempre nel rispetto dei requisiti previsti dall’art. 602 c.c.

Nessuna incidenza in senso contrario può essere attribuita alla eventualità che la sottoscrizione del testamento olografo sia stata apposta dal testatore in epoca antecedente alle disposizioni testamentarie, sempre che, ovviamente, tali disposizioni precedano nella scheda la sottoscrizione stessa. In effetti la finalità riconosciuta a tale ultimo requisito del testamento olografo – consistente nella esigenza di avere l’assoluta certezza ma non solo della riferibilità al testatore delle disposizioni testamentarie, già assicurata dall’olografia, ma anche della inequivocabile paternità e responsabilità del medesimo nel disporre del suo patrimonio senza alcun ripensamento dopo la redazione del testamento – non viene certamente vanificata qualora la sottoscrizione sia stata apposta da un punto di vista temporale prima delle disposizioni cui si riferisce.

Anche in tal caso, invero, qualora il testatore completi la scheda testamentaria redigendo le disposizioni che ne costituiscono l’oggetto in uno spazio che topograficamente precede la sottoscrizione, il testamento olografo risponde pienamente ai requisiti richiesti per la sua validità dall’art. 602 c.c., posto che il testatore stesso, utilizzando la sua precedente sottoscrizione come suggello delle sue disposizioni, configura in tal modo queste ultime come espressione della sua volontà testamentaria.

Resta fermo che, in caso di sopravvenuta incapacità del testatore che successivamente abbia integrato con successive disposizioni una scheda già datata e sottoscritta, è comunque possibile dedurre la falsità della data e provare che il testamento olografo è stato in realtà completato in tutti i suoi elementi in epoca successiva alla data in esso indicata, allorché il testatore era divenuto incapace.

(Cass. n.25845-2008)

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